
Panzano in Chianti è un anfiteatro naturale di colline dorate, boschi silenziosi e vigneti che si rincorrono sotto una luce morbida, quasi pittorica. È in questo paesaggio che prende forma la storia di Gian Paolo Motta, napoletano di nascita, toscano per scelta, uomo che ha trasformato una passione in visione.
Tutto inizia lontano, tra i filari ordinati di Bordeaux, alla fine degli anni Ottanta. Gian Paolo arriva in Francia quasi per caso, per una stagione di lavoro. Ma quello che trova è molto più di un impiego: è un’idea di vino come cultura totale, come disciplina, come racconto identitario. Respira l’aria degli Château, osserva gli enologi leggendari, impara il valore del tempo e della precisione. E dentro di sé prende forma una promessa: un giorno, anche lui creerà vini capaci di dialogare con i grandi.
Nel 1992 quella promessa diventa realtà. A Panzano, nella celebre Conca d’Oro, Gian Paolo rileva un’azienda agricola e la chiama Tenuta La Massa. Ventisette ettari esposti a sud, un mosaico di vigne e boschi che non vuole semplicemente coltivare, ma ascoltare. Perché per lui la terra non si domina: si interpreta.
All’inizio degli anni Duemila coinvolge l’Università di Bologna in uno studio approfondito dei suoli e dei microclimi: settanta trivellazioni, venticinque profili di terreno diversi, una mappa invisibile che racconta la complessità di ogni parcella. Da quel momento, ogni scelta – dai reimpianti alla gestione delle vigne – nasce da un dialogo con il luogo.
I primi vini, Giorgio Primo e La Massa, attirano subito l’attenzione per il loro stile elegante, preciso, non convenzionale. Ma Gian Paolo ha ancora Bordeaux negli occhi. E sente che per essere davvero fedele alla propria visione deve andare oltre le regole. Nel 2002 esce dal disciplinare del Chianti: non per negare la tradizione, ma per scriverne una personale.
Anche la cantina diventa un manifesto. Non un semplice spazio produttivo, ma un luogo simbolico. Il progetto porta la firma di Bernard Mazières, architetto francese autore di alcune delle cantine più iconiche di Bordeaux. L’ispirazione? La Formula 1, altra grande passione di Gian Paolo.
Il cuore della struttura richiama una monoposto: soffitto rosso come una Ferrari, vasche come cilindri, pavimento a scacchi come una griglia di partenza. Un ambiente dove design e funzione convivono, e dove ogni dettaglio è pensato per accompagnare il vino senza forzarlo.
Accanto a lui, in questo percorso, c’è Stéphane Derenoncourt, consulente tra i più influenti al mondo. Non solo un enologo, ma un compagno di visione. “Ti regala scenari più grandi dei tuoi – dice Gian Paolo – ma poi sei tu che devi sapere cosa farne”.
L’ultimo capitolo di questa storia si chiama Asiram. Letto al contrario, è Marisa, il nome della madre di Gian Paolo. Un omaggio intimo, quasi segreto, a una figura fondamentale della sua vita.
Asiram nasce da una sola parcella, mezzo ettaro di terra speciale, dove affiora un’argilla blu rara, la stessa che rende leggendario il Merlot di Pétrus. È qui, in questo angolo silenzioso della Conca d’Oro, che prende forma un vino che non vuole imitare, ma dialogare con Bordeaux.
Prodotto in sole 1.800 bottiglie, Asiram non un punto di arrivo, ma l’inizio di una nuova stagione per Tenuta La Massa.
Oggi i vini di Gian Paolo Motta viaggiano nei grandi ristoranti d’Europa e, dal 2024, sono entrati nella Place de Bordeaux, il circuito distributivo più esclusivo al mondo. Un ritorno simbolico là dove tutto è cominciato.
Gian Paolo Motta: when Bordeaux becomes a Tuscan dream
Tenuta La Massa and the story of Asiram
Panzano in Chianti is a natural amphitheatre of golden hills, silent woods and vineyards chasing one another under a soft, almost painterly light. It is within this landscape that the story of Gian Paolo Motta takes shape: born in Naples, Tuscan by choice, a man who turned passion into vision.
It all begins far away, among the orderly rows of Bordeaux, in the late 1980s. Gian Paolo arrives in France almost by chance, for a seasonal job. But what he finds is far more than employment: it is an idea of wine as a total culture, a discipline, an identity narrative. He breathes in the atmosphere of the great Châteaux, observes legendary winemakers, learns the value of time and precision. And within him a promise is born: one day, he too will create wines able to speak with the great ones.
In 1992 that promise becomes reality. In Panzano, in the renowned Conca d’Oro, Gian Paolo acquires an estate and names it Tenuta La Massa. Twenty-seven hectares facing south, a mosaic of vineyards and woods that he does not merely want to cultivate, but to listen to. Because for him, land is not something to dominate: it must be interpreted.
In the early 2000s he partners with the University of Bologna for an in-depth study of soils and microclimates: seventy drillings, twenty-five different soil profiles, an invisible map revealing the complexity of every parcel. From that moment on, every decision – from replanting to vineyard management – is born from a dialogue with the land.
The first wines, Giorgio Primo and La Massa, quickly attract attention for their elegant, precise and unconventional style. Yet Bordeaux is still in Gian Paolo’s eyes. He feels that to remain true to his vision he must go beyond the rules. In 2002 he leaves the Chianti denomination: not to deny tradition, but to write a personal one.
The winery itself becomes a manifesto. Not just a production space, but a symbolic place. The design is signed by Bernard Mazières, the French architect behind some of Bordeaux’s most iconic wineries. The inspiration? Formula 1 – another great passion of Gian Paolo.
The heart of the structure recalls a racing car: a Ferrari-red ceiling, tanks like engine cylinders, a black-and-white chequered floor like a starting grid. A space where design and function coexist, and where every detail is meant to accompany the wine without forcing it.
At his side along this journey is Stéphane Derenoncourt, one of the world’s most influential consultants. Not just a winemaker, but a companion in vision. “He gives you scenarios larger than your own,” says Gian Paolo, “but then it’s up to you to know what to do with them.”
The latest chapter of this story is called Asiram. Read backwards, it becomes Marisa, the name of Gian Paolo’s mother. An intimate, almost secret tribute to a fundamental figure in his life.
Asiram is born from a single parcel, half a hectare of special land where rare blue clay emerges – the same soil that makes the Merlot of Pétrus legendary. It is here, in this silent corner of the Conca d’Oro, that a wine takes shape that does not seek to imitate, but to dialogue with Bordeaux.
Produced in only 1,800 bottles, Asiram is not a point of arrival, but the beginning of a new season for Tenuta La Massa.
Today, Gian Paolo Motta’s wines travel through Europe’s finest restaurants and, since 2024, have entered the Place de Bordeaux, the most exclusive distribution network in the world. A symbolic return to where it all began.
Cover Gian Paolo Motta e Stéphan Derenoncourt
