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michelangelo tagliente 

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Tommasi, il nuovo ricettario di famiglia

2025-11-27 18:45

michelangelo tagliente

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Tommasi, il nuovo ricettario di famiglia

Un Ricettario di Famiglia che riporta l’ospitalità alle sue origini

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La cucina è uno dei luoghi dove la memoria resta più viva. Basta aprire un vecchio quaderno, sfogliare un foglio ingiallito, ritrovare un profumo che arriva da lontano. Il nuovo Ricettario di Famiglia Tommasi nasce proprio da qui: dal desiderio di dare forma a quei sapori che per oltre cent’anni hanno accompagnato la storia di una famiglia e del suo territorio.

Non è un volume patinato da scaffale, ma un oggetto emotivo. Un ritorno alla cucina delle donne che hanno custodito per generazioni il sapore più autentico: Milena, Dora, Luciana e Diomira, le mamme della famiglia Tommasi. Le loro ricette – quelle dei giorni di festa, dei pranzi della domenica, delle tavole che profumavano di sugo, pazienza e buon senso – diventano oggi un patrimonio da condividere.

Il libro funziona così: non come un semplice repertorio, ma come un attraversamento della memoria domestica. Verona, la Valpolicella, le stagioni che si susseguono tra vigne e colline. C’è la casa, il ritmo delle cose fatte bene, l’idea che il cibo possa ancora essere un gesto culturale prima che gastronomico.

A dare una nuova vita a queste ricette arrivano gli chef che condividono con Tommasi un percorso di ospitalità e sapori:
Marco Dandrea (Trattoria Al Pompiere),
Stefano Pace (Villa Quaranta Wine Resort & Thermal SPA),
Luca Dalla Via e Luca Nicolis (Antica Bottega del Vino).

Il loro contributo non è un esercizio di stile, ma una traduzione: dagli gnocchi di patate impreziositi dal tartufo al risotto all’Amarone – omaggio naturale alla Valpolicella Classica – fino a piatti più contemporanei, che guardano al patrimonio gastronomico come a un’energia viva e non imbalsamata.

Il risultato è una cucina che respira il presente, pur rimanendo profondamente ancorata alla sua origine. Un equilibrio raro.

Il vino come filo narrativo

Ogni piatto è accompagnato da un abbinamento ai vini Tommasi. Non un semplice suggerimento, ma un modo per ricordare che la cucina è sempre un dialogo: tra chi prepara e chi assaggia, tra territorio e identità produttiva.

Lo dice chiaramente anche Pierangelo Tommasi, CEO della Tommasi Family Estates: la convivialità sta cambiando, e il 2025 sta segnando il ritorno della tavola domestica, anche dentro le cantine. Al tempo stesso cresce una forma di “premiumizzazione” più consapevole: Amarone e Valpolicella Ripasso non sono più soltanto vini delle grandi occasioni, ma scelte che parlano di valore, riconoscibilità, ricerca di qualità.

In questo scenario, la ristorazione diventa un amplificatore: chef e restaurant manager come ambasciatori del territorio, capaci di interpretare un vino attraverso una narrazione gastronomica.

Il “Ricettario di Famiglia” è anche un modo per raccontare l’evoluzione di Tommasi.
Dalla Valpolicella alle otto tenute in sette regioni italiane: Tenuta di Caseo in Lombardia, Casisano a Montalcino e Poggio al Tufo in Maremma Toscana, Masseria Surani in Puglia, Paternoster in Basilicata, un progetto in Umbria ad Orvieto, Ammura, sull’Etna in Sicilia e le collaborazioni nel Chianti Classico con La Massa e in Friuli Venezia Giulia, nel Collio con Marco Felluga Russiz Superiore.

Un mosaico governato da un principio semplice e complesso allo stesso tempo: valorizzare ogni differenza, mantenendo salda la propria identità. È lo spirito che ritrovi nel progetto culturale De Buris, nel restauro della storica villa, nei vini simbolo della Valpolicella Classica, così come nelle strutture dedicate all’ospitalità – Villa Quaranta, Albergo Mazzanti, l’agriturismo Poggio al Tufo.

Il Ricettario di Famiglia è questo: un oggetto semplice che parla di cose grandi.
Un invito a cucinare come si vive: con attenzione, con memoria, con un bicchiere di vino che sa raccontare il territorio da cui proviene.

E forse è proprio qui il cuore del progetto: ricordarci che la tradizione non è mai un ritorno al passato, ma un modo per dare senso al presente.

 

Tommasi’s “Family Recipe Book”: when Italian hospitality speaks the language of home

The kitchen is one of the places where memory stays most alive. It only takes a notebook pulled from a drawer, a yellowed page, a scent rising from far away. Tommasi’s new Family Recipe Book was born exactly from this: the desire to give shape to the flavours that have accompanied the story of a family and its land for more than a century.

This is not a glossy coffee-table volume, but an emotional object. A return to the kitchens of the women who preserved the most authentic flavours for generations: Milena, Dora, Luciana and Diomira, the mothers of the Tommasi family. Their recipes – the ones for feast days, Sunday lunches, tables scented with sauce, patience and common sense – are now shared as a collective heritage.

The book works in this way: not as a simple collection, but as a journey into domestic memory. Verona, Valpolicella, the seasons unfolding among vineyards and hills. There is the home, the rhythm of things done well, the idea that food can still be a cultural expression before being a gastronomic one.

Breathing new life into these recipes are the chefs who share with Tommasi a path of hospitality and flavour:
Marco Dandrea (Trattoria Al Pompiere),
Stefano Pace (Villa Quaranta Wine Resort & Thermal SPA),
Luca Dalla Via and Luca Nicolis (Antica Bottega del Vino).

Their contribution is not an exercise in style, but a translation: from potato gnocchi enhanced with truffle to Amarone risotto – a natural tribute to the Valpolicella Classica – all the way to more contemporary dishes that look at gastronomic heritage as a living, dynamic energy rather than a static memory.

The result is a cuisine that breathes the present while remaining deeply rooted in its origins. A rare balance.

Wine as the narrative thread

Every dish is paired with Tommasi wines. Not a simple suggestion, but a reminder that cooking is always a dialogue: between those who prepare food and those who taste it, between a territory and its expressive identity.

As Pierangelo Tommasi, CEO of Tommasi Family Estates, explains, conviviality is changing, and 2025 is marking the return of the domestic table, even within winery experiences. At the same time, a more conscious form of “premiumisation” is growing: Amarone and Valpolicella Ripasso are no longer wines reserved for special occasions, but choices that speak of value, distinctiveness and quality.

In this scenario, the restaurant world becomes an amplifier: chefs and restaurant managers act as ambassadors of the territory, interpreting wine through culinary storytelling.

A map of Tommasi’s evolution

The Family Recipe Book is also a way to narrate Tommasi’s evolution.
From Valpolicella to eight estates across seven Italian regions:
Tenuta di Caseo in Lombardy, Casisano in Montalcino and Poggio al Tufo in the Tuscan Maremma, Masseria Surani in Apulia, Paternoster in Basilicata, a project in Orvieto in Umbria, and Ammura on Mount Etna in Sicily.
To these are added collaborations in Chianti Classico with La Massa and in Friuli Venezia Giulia with Marco Felluga – Russiz Superiore.

A mosaic governed by a principle both simple and complex: enhancing every difference while keeping identity intact. It is the spirit behind the cultural project De Buris, the restoration of the historic villa, the iconic wines of Valpolicella Classica, and the hospitality structures such as Villa Quaranta, Albergo Mazzanti and the Poggio al Tufo agriturismo.

The Family Recipe Book is exactly this: a simple object that speaks of important things.
An invitation to cook as one lives: with attention, with memory, with a glass of wine that knows how to tell the story of where it comes from.

And perhaps this is the heart of the project: reminding us that tradition is never a return to the past, but a way of giving meaning to the present.

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