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michelangelo tagliente 

giornalista pubblicista 

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Slovenia autentica: Velika Planina

2026-04-07 22:09

michelangelo tagliente

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Slovenia autentica: Velika Planina

l'architettura dei pastori e la tradizione del formaggio Trnič

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Velika Planina accoglie i visitatori a 1.600 metri di quota, presentandosi come uno degli insediamenti pastorali meglio conservati dell’intero continente europeo. Non si tratta di una semplice meta escursionistica, ma di un frammento di storia rurale che sopravvive con dignità e pragmatismo tra i pascoli d’alta quota.

L’elemento che definisce l’orizzonte dell’altopiano è l’architettura delle preskarjeve bajte. Queste capanne, caratterizzate da tetti ovali rivestiti in scandole di abete che sfiorano quasi il terreno, raccontano la necessità dell'uomo di adattarsi alle condizioni climatiche montane. Nel cuore del villaggio, il Museo di Preskar permette di osservare da vicino la struttura originaria di queste abitazioni: piccoli spazi privi di finestre e camini, dove un tempo la vita ruotava attorno al focolare centrale e il fumo filtrava direttamente attraverso il legno del tetto.

Poco distante, la Cappella di Maria della Neve domina la distesa erbosa. La sua storia parla di resilienza; ricostruita nel 1988 dopo essere stata distrutta durante il secondo conflitto mondiale, rappresenta oggi il punto di riferimento spirituale per i pastori che, da giugno a settembre, tornano quassù per guidare le mandrie.

Il sottosuolo di Velika Planina nasconde fenomeni geologici altrettanto affascinanti, come gli abissi di Vetrica e Dovja Griča. La particolare conformazione della grotta Vetrica permette alla neve di resistere al calore estivo, creando un contrasto termico suggestivo con i prati fioriti circostanti.

L’esperienza gastronomica riflette la sobrietà e il vigore della vita in quota. Sostare nei rifugi, o koče, significa assaggiare il Trnič, un formaggio decorato che la tradizione vuole venisse intagliato dai pastori come pegno d'amore per le proprie promesse spose a valle. Accanto a questo simbolo, la tavola offre il calore della jota o del ričet, zuppe robuste ideali per recuperare le energie dopo il cammino, spesso accompagnate dalla polenta locale, la žganci, e dal latte acido.

Per raggiungere questo scenario è possibile utilizzare la funivia che parte da Kamniška Bistrica, proseguendo poi con la seggiovia verso le vette, oppure affrontare i sentieri che risalgono il bosco per chi preferisce un approccio più lento e fisico. A prescindere dalla modalità scelta, la montagna impone la propria legge: il meteo a queste altitudini muta con estrema rapidità, rendendo indispensabile un abbigliamento tecnico e scarponi capaci di affrontare i terreni irregolari dell'altopiano.

 

Authentic Slovenia: Pastoral Architecture and the Tradition of Trnič Cheese

Velika Planina welcomes visitors at an altitude of 1,600 meters, standing as one of the best-preserved pastoral settlements in all of Europe. This is no mere hiking destination, but a fragment of rural history that survives with dignity and pragmatism amidst high-altitude pastures.

The defining element of the plateau's horizon is the architecture of the preskarjeve bajte. These huts, characterized by oval roofs clad in spruce shingles that nearly touch the ground, tell the story of man's need to adapt to mountain weather conditions. In the heart of the village, the Preskar Museum offers a close-up look at the original structure of these dwellings: small spaces devoid of windows and chimneys, where life once revolved around the central hearth and smoke filtered directly through the wooden roof.

Nearby, the Chapel of Mary of the Snows overlooks the grassy expanse. Its history speaks of resilience; rebuilt in 1988 after being destroyed during the Second World War, it now serves as the spiritual landmark for the shepherds who return here from June to September to lead their herds.

The subsoil of Velika Planina hides equally fascinating geological phenomena, such as the Vetrica and Dovja Griča abysses. The peculiar shape of the Vetrica cave allows snow to withstand the summer heat, creating a striking thermal contrast with the surrounding flower-filled meadows.

The gastronomic experience reflects the sobriety and vigor of mountain life. Stopping at the mountain huts, or koče, means tasting Trnič, a decorated cheese that tradition says was carved by shepherds as a token of love for their betrothed back in the valley. Alongside this symbol, the table offers the warmth of jota or ričet, hearty soups ideal for restoring energy after a trek, often accompanied by the local polenta, žganci, and sour milk.

To reach this landscape, visitors can use the cable car from Kamniška Bistrica, continuing by chairlift toward the peaks, or take the trails that climb through the woods for those who prefer a slower, more physical approach. Regardless of the chosen method, the mountain imposes its own law: the weather at these altitudes changes with extreme rapidity, making technical clothing and boots capable of handling the plateau's uneven terrain essential.