
Il cinema di domani possiede radici profonde, che affondano direttamente nel terreno fertile del passato. Con questa consapevolezza, l'83. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica della Biennale di Venezia si appresta a inaugurare la nuova edizione di Venezia Classici, la celebre sezione che dal 2012 celebra la memoria storica del grande schermo. Curata da Alberto Barbera in collaborazione con Federico Gironi, la rassegna proporrà in anteprima mondiale diciannove restauri d'eccezione, frutto del lavoro dell'ultimo anno di cineteche e istituzioni culturali globali.
Nelle parole dello stesso Direttore artistico Alberto Barbera, non è la nostalgia a guidare questa selezione, bensì la necessità di alimentare l'immaginario contemporaneo attraverso la riscoperta. Da un lato figurano pietre miliari che attendono solo di essere rivisitate, dall'altro pellicole parzialmente dimenticate che esigono un'attenta riconsiderazione critica.
Il panorama italiano offre in questo senso diversi spunti di riflessione e autentiche rinascite. L'apertura della sezione è affidata a un doveroso omaggio a Tinto Brass con Col cuore in gola, un'opera pop ambientata nella Londra degli anni Sessanta e impreziosita dai disegni di Guido Crepax, utile a restituire lo spessore di un autore a lungo osteggiato. Clamoroso è poi il ritorno alla luce de Lo zio di Brooklyn di Ciprì e Maresco, pellicola letteralmente risorta dall'oscurità di un'uscita quasi clandestina grazie alla generosità di Aurelio De Laurentiis. La pattuglia nazionale prosegue con la rivalutazione di Brutti, sporchi e cattivi, uno dei lavori più eccentrici di Ettore Scola, e con la proiezione di Viaggio in Italia di Roberto Rossellini, oggi universalmente riconosciuto come capolavoro dopo le iniziali ostilità della critica dell'epoca. Completa la selezione italiana La lunga notte del ’43, folgorante e intenso esordio alla regia di Florestano Vancini.
Spostando lo sguardo oltre i confini nazionali, la sezione offre una panoramica internazionale di enorme valore storico. Spicca l'irresistibile satira del nazismo firmata da Ernst Lubitsch in Vogliamo vivere!, dove il genio del regista si serve di Shakespeare in pieno conflitto mondiale. Dagli Stati Uniti giungono i restauri de I selvaggi di Roger Corman, trionfo commerciale presentato in concorso a Venezia nel 1966, e del memorabile Minnie e Moskowitz di John Cassavetes. Il cinema dell'Est Europa mostra la sua forza espressiva con Cenere e diamanti di Andrej Wajda, capostipite della nouvelle vague polacca amato da Martin Scorsese e osteggiato dal regime comunista, e con Cul de sac, che Roman Polanski considera il suo film più riuscito. Si ricorderà inoltre Alexander Kluge, recentemente scomparso, con il suo esordio La ragazza senza storia (Leone d'Argento nel 1966), e il cecoslovacco Jaromil Jirés, il cui Fantasie di una tredicenne fu un caleidoscopio visionario fortemente colpito dalla censura.
Il viaggio intorno al mondo prosegue toccando gemme rare e pellicole ingiustamente nascoste. Il pubblico potrà riscoprire L’illusione viaggia in tranvai, tra i lavori meno visti del maestro Luis Buñuel, e l'argentino Los de la mesa 10 di Simón Feldman, opera cruciale della Generazione dei Sessanta mai distribuita in Italia. Dall'Asia arrivano The Catch del giapponese Shinji Sōmai, il pluripremiato English, August dell'indiano Dev Bengal e Poliziotto di quartiere di Ning Ying, secondo capitolo della sua trilogia pechinese. Ann Hui rappresenta Hong Kong con il cinema politico di The Story of Woo Viet, mentre l'africano Flora Gomes racconta il dramma e la speranza della Guinea Bissau in Gli occhi azzurri di Yonta.
A decretare il vincitore del Premio Venezia Classici per il miglior film restaurato sarà una giuria composta da ventiquattro studenti di cinema provenienti dai vari atenei italiani, dai DAMS e dall'Università Ca' Foscari di Venezia. A guidare i giovani giurati nel loro lavoro di valutazione, giunto alla sua tredicesima edizione, sarà il regista e sceneggiatore Daniele Vicari, confermando lo spirito della sezione: un ponte ideale tra le nuove generazioni di cineasti e l'eredità immortale dei maestri del passato.
Il programma
COL CUORE IN GOLA – FILM DI PREAPERTURA
di TINTO BRASS (Italia, 1967, 105’, colore)
restauro: Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale con il sostegno di Netflix, in collaborazione con Compass Film
ENGLISH, AUGUST
di DEV BENEGAL (India, 1994, 118’, colore)
restauro: Film Heritage Foundation
LA ILUSIÓN VIAJA EN TRANVÍA (L’ILLUSIONE VIAGGIA IN TRANVAI)
di LUIS BUÑUEL (Messico, 1954, 83’, B/N)
restauro: Museo Nazionale del Cinema di Torino / Fundación Televisa / Cineteca Nacional México
MINNIE AND MOSKOWITZ (MINNIE E MOSKOWITZ)
di JOHN CASSAVETES (USA, 1971, 116’, colore)
restauro: Universal Pictures
LO ZIO DI BROOKLYN
di DANIELE CIPRÌ, FRANCO MARESCO (Italia, 1995, 98’, B/N)
restauro: Fondazione Cineteca di Bologna, in collaborazione con Filmauro
THE WILD ANGELS (I SELVAGGI)
di ROGER CORMAN (USA, 1966, 86’, colore)
restauro: Amazon MGM Studios
LOS DE LA MESA 10 (QUELLI DEL TAVOLO 10)
di SIMÓN FELDMAN (Argentina, 1960, 83’, B/N)
restauro: Asociación Amigos Museo del Cine de Buenos Aires
UDJU AZUL DI YONTA (GLI OCCHI AZZURRI DI YONTA)
di FLORA GOMES (Guinea-Bissau/Portogallo/Francia/UK, 1992, 98’, colore)
restauro: Cinemateca Portuguesa – Museu do Cinema
WOO YUET DIK GOO SI (THE STORY OF WOO VIET)
di ANN HUI (Hong Kong, 1981, 92’, colore)
restauro: M Plus Museum Limited
VALERIE A TÝDEN DIVŮ (FANTASIE DI UNA TREDICENNE)
di JAROMIL JIREŠ (Repubblica Ceca, 1970, 77’, colore)
restauro: Národní filmový archiv
ABSCHIED VON GESTERN (LA RAGAZZA SENZA STORIA)
di ALEXANDER KLUGE (Germania, 1966, 88’, B/N)
restauro: Kairos-Film
TO BE OR NOT TO BE (VOGLIAMO VIVERE!)
di ERNST LUBITSCH (USA, 1942, 99’, B/N)
restauro: Studiocanal
MINJING GUSHI (POLIZIOTTO DI QUARTIERE)
di NING YING (Cina, 1995, 101’, colore)
restauro: China Film Archive
CUL-DE-SAC (CUL DE SAC)
di ROMAN POLANSKI (UK, 1966, 112’, B/N)
restauro: Fixafilm
VIAGGIO IN ITALIA
di ROBERTO ROSSELLINI (Italia/Francia, 1953, 97’, B/N)
restauro: Cinecittà S.p.A.
BRUTTI, SPORCHI E CATTIVI
di ETTORE SCOLA (Italia, 1976, 115’, colore)
restauro: Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale / Cineteca di Bologna, in collaborazione con Surf Film SRL
GYOEI NO MURE (THE CATCH)
di SHINJI SŌMAI (Giappone, 1983, 140’, colore)
restauro: Shochiku MediaWorX Inc.
LA LUNGA NOTTE DEL '43
di FLORESTANO VANCINI (Italia, 1960, 105’, B/N)
restauro: Fondazione Cineteca di Bologna, in collaborazione con Compass Film
POPIÓŁ I DIAMENT (CENERE E DIAMANTI)
di ANDRZEJ WAJDA (Polonia, 1958, 104’, B/N)
restauro: Di Factory
Venice Classici 83: Resurrected Masterpieces, Hidden Treasures, and Opposed Authors Recovered
The cinema of tomorrow possesses deep roots that sink directly into the fertile soil of the past. With this awareness, the 83rd Venice International Film Festival of La Biennale di Venezia prepares to inaugurate the new edition of Venice Classici, the renowned section that since 2012 has celebrated the historical memory of the silver screen. Curated by Alberto Barbera in collaboration with Federico Gironi, the showcase will present the world premieres of nineteen exceptional restorations, the fruit of the past year's work by film archives and cultural institutions globally.
In the words of Artistic Director Alberto Barbera himself, nostalgia is not the underlying reason guiding this selection, but rather the necessity to nourish the contemporary imagination through rediscovery. On one hand, there are milestones waiting only to be revisited; on the other, partially forgotten films that demand careful critical reconsideration.
The Italian landscape offers several points of reflection and authentic rebirths in this regard. The section opens with a dutiful homage to Tinto Brass and his Col cuore in gola, a pop work set in 1960s London and enriched by the drawings of Guido Crepax, crucial for restoring the stature of an author who was long opposed. Striking is the return to light of Lo zio di Brooklyn by Ciprì and Maresco, a film literally resurrected from the obscurity of an almost clandestine theatrical release thanks to the generosity of Aurelio De Laurentiis. The national contingent continues with the reappraisal of Brutti, sporchi e cattivi, one of Ettore Scola’s most eccentric works, and the screening of Roberto Rossellini’s Viaggio in Italia, today universally recognized as a masterpiece after initial hostility from the critics of the time. Completing the Italian selection is La lunga notte del ’43, a dazzling and intense directorial debut by Florestano Vancini.
Shifting the focus beyond national borders, the section offers an international overview of enormous historical value. Standing out is the irresistible satire of Nazism signed by Ernst Lubitsch in To Be or Not to Be, where the director's genius utilizes Shakespeare in the midst of World War II. From the United States come the restorations of Roger Corman’s The Wild Angels, a commercial triumph presented in competition at Venice in 1966, and John Cassavetes’ memorable Minnie and Moskowitz. Eastern European cinema displays its expressive power with Andrzej Wajda’s Ashes and Diamonds, the progenitor of the Polish New Wave admired by Martin Scorsese and heavily criticized by the communist regime of the era, and Cul-de-sac, which Roman Polanski justly considers his most successful film. Alexander Kluge, who passed away recently, will also be remembered through his debut Yesterday Girl (Silver Lion in 1966), alongside the Czechoslovakian Jaromil Jireš, whose Valerie and Her Week of Wonders was a visionary kaleidoscope heavily impacted by censorship.
The journey around the world continues by touching upon rare gems and unjustly hidden pictures. Audiences will be able to rediscover Illusion Travels by Tram, among the lesser-seen works of master Luis Buñuel, and the Argentine film Los de la mesa 10 by Simón Feldman, a crucial piece of the "Generation of the Sixties" (the Argentine New Wave of the era) never distributed in Italy. From Asia come The Catch by the great Japanese director Shinji Sōmai, the award-winning English, August by India's Dev Benegal, and On the Beat by Ning Ying, the second chapter of her Beijing trilogy. Ann Hui represents Hong Kong with the political cinema of The Story of Woo Viet, while African filmmaker Flora Gomes narrates the drama and hope of Guinea-Bissau in The Blue Eyes of Yonta.
Decreeing the winner of the Venice Classici Award for Best Restored Film will be a jury composed of twenty-four film students from various Italian universities, the DAMS, and Ca' Foscari University of Venice. Guiding the young jurors in their evaluation work, now in its thirteenth edition, will be the director and screenwriter Daniele Vicari, confirming the core spirit of the section: an ideal bridge between new generations of filmmakers and the immortal heritage of past masters.
Credits ph: Ettore Scola, Public domain, via Wikimedia Commons
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