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michelangelo tagliente 

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Abel Ferrara e i Tre Allegri Ragazzi Morti sul palco della Milanesiana

2026-06-18 22:24

michelangelo tagliente

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Abel Ferrara e i Tre Allegri Ragazzi Morti sul palco della Milanesiana

l'insolito magnetismo di una notte milanese

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Un filo invisibile ma tenace collega le sponde del rock indipendente italiano ai vicoli più oscuri e viscerali del cinema indipendente americano. Questo legame ha trovato una declinazione fisica e acustica sul palco del Volvo Studio Milano, in occasione di uno degli appuntamenti più audaci della Milanesiana, la rassegna ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi. Protagonisti dell'incontro, due mondi apparentemente distanti ma uniti da una profonda urgenza espressiva: la band dei Tre Allegri Ragazzi Morti e il regista di culto Abel Ferrara.

Il baricentro di questa inedita convergenza artistica risiede nella figura di Pier Paolo Pasolini. Se Davide Toffolo, frontman del gruppo, ha esplorato l'universo pasoliniano attraverso le tavole e le parole del suo celebrato romanzo a fumetti "Intervista a Pasolini", un viaggio grafico e letterario nei luoghi della memoria e del pensiero del poeta, Ferrara ha tradotto quella stessa intensità drammatica sul grande schermo, firmando un biopic frammentato e non convenzionale incentrato sulle ultime ore di vita di Pasolini.

La serata ha preso forma attraverso un prologo letterario e cinematografico, introdotto da Pierluigi Di Pasquale, che ha celebrato la cinematografia del regista newyorkese e la recente pubblicazione della sua autobiografia "Scene", edita da La Nave di Teseo. Nel corso di un dialogo con Giulio Sangiorgio, direttore di Film Tv e della rivista Bianco e Nero, Ferrara ha ripercorso la genesi delle sue memorie e l'amore viscerale per Pasolini, descritto come un intellettuale totale la cui arte emergeva con la forza di una necessità assoluta. Il regista ha inoltre ricordato il legame cinquantennale con il compositore Joe Delia, riflettendo sul mistero della musica applicata alle immagini.

Il fulcro dell'evento si è compiuto nel momento in cui le parole hanno lasciato spazio al suono. Il concerto dei Tre Allegri Ragazzi Morti si è aperto con le note cariche di suggestione de "La ballata delle ossa", proseguendo attraverso classici del loro repertorio come "Bengala" e "Puoi dirlo a tutti". L'atmosfera è cambiata quando Davide Toffolo ha invitato sul palco quello che ha definito, con la consueta ironia dark, il "Vampiro Capo".

Abel Ferrara, imbracciata la chitarra, si è perfettamente integrato nella sezione ritmica e nell'immaginario della band. La collaborazione ha regalato una vibrante reinterpretazione di "Pet Sematary" dei Ramones, un omaggio al punk newyorkese che appartiene profondamente al DNA culturale del regista. Successivamente, assecondando una richiesta della stessa Elisabetta Sgarbi di portare sul palco l'autenticità della Beat Generation, Ferrara ha interpretato una poesia adagiandola sul tappeto sonoro tessuto dai TARM. La chiusura dello show, affidata all'esecuzione corale de "La tatuata bella" cantata insieme a tutto il pubblico presente, ha sigillato una serata capace di coniugare la memoria intellettuale del Novecento con l'energia più pura del rock contemporaneo.

 

 È possibile rivedere l’appuntamento sul canale Youtube de La Milanesiana: https://www.youtube.com/watch?v=ZvPoweJLEPI

 

The Unusual Magnetism of a Milanese Night: Abel Ferrara and Tre Allegri Ragazzi Morti on Stage at La Milanesiana

A tenuous yet resilient thread connects the shores of Italian indie rock to the darkest, most visceral alleys of American independent cinema. This bond took on a physical and acoustic form on the stage of Volvo Studio Milano, during one of the most audacious events of La Milanesiana, the cultural festival conceived and directed by Elisabetta Sgarbi. The protagonists of this encounter were two seemingly distant worlds, bound together by a profound expressive urgency: the Friulian band Tre Allegri Ragazzi Morti and cult film director Abel Ferrara.

The fulcrum of this unprecedented artistic convergence lies in the figure of Pier Paolo Pasolini. While Davide Toffolo, the group's frontman, explored the Pasolinian universe through the panels and words of his celebrated graphic novel "Intervista a Pasolini"—a graphic and literary journey through the places of memory and the poet's thought—Ferrara translated that same dramatic intensity onto the big screen, directing a fragmented and unconventional biopic centered on the final hours of the Friulian intellectual's life.

The evening unfolded through a literary and cinematographic prologue, introduced by Pierluigi Di Pasquale, who celebrated the New York director's filmography and the recent publication of his autobiography "Scene," published by La Nave di Teseo. In a conversation with Giulio Sangiorgio, director of Film Tv and the historic Centro Sperimentale di Cinematografia magazine Bianco e Nero, Ferrara retraced the genesis of his memoirs and his deep love for Pasolini, describing him as a total intellectual whose art emerged with the force of absolute necessity. The director also recalled his fifty-year bond with composer Joe Delia, reflecting on the mystery of music applied to images.

The core of the event materialized when words gave way to sound. The Tre Allegri Ragazzi Morti concert opened with the atmospheric notes of "La ballata delle ossa," continuing through classics from their repertoire like "Bengala" and "Puoi dirlo a tutti." The atmosphere shifted when Davide Toffolo invited the man he defined, with his usual dark irony, as the "Head Vampire" onto the stage.

Abel Ferrara, guitar in hand, integrated perfectly into the band's rhythm section and imagery. The collaboration yielded a vibrant rendition of the Ramones' "Pet Sematary," a tribute to New York punk that belongs deeply to the director's cultural DNA. Subsequently, honoring a request from Elisabetta Sgarbi to bring something authentic from the Beat Generation to the stage, Ferrara performed a poem, laying it over the sonic carpet woven by TARM. The show's conclusion, entrusted to a choral performance of "La tatuata bella" sung along with the entire audience, sealed an evening capable of combining the intellectual memory of the twentieth century with the purest energy of contemporary rock.

 

credits foto: Simona Chioccia