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michelangelo tagliente 

giornalista pubblicista 

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Veronelli al rogo

2026-08-31 15:59

michelangelo tagliente

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Veronelli al rogo

a cento anni dalla nascita, il fuoco che racconta un uomo libero

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Il fuoco può cancellare delle pagine, ma difficilmente riesce a spegnere le idee. Nella primavera del 1961, nella corte della Questura di Varese, Luigi Veronelli assistette personalmente al rogo delle copie di Storielle, racconti e raccontini del marchese De Sade, pubblicato dalla sua casa editrice alla fine degli anni Cinquanta. Fu uno degli ultimi episodi di censura di cui sarebbe stato diretto testimone.

A cento anni dalla nascita di una delle figure più anticonformiste della cultura italiana del Novecento, proprio quella vicenda torna oggi al centro della memoria. Domenica 20 settembre 2026, il Chiostro di Voltorre, a Gavirate, ospiterà “Veronelli al Rogo”, una mattinata organizzata dal Seminario Permanente Luigi Veronelli insieme al Comune di Gavirate per ripercorrere il pensiero e l'eredità di un uomo che ha attraversato l'editoria, la gastronomia, il vino e il dibattito culturale senza mai accettare confini troppo stretti.

Il titolo dell'iniziativa richiama un episodio preciso della sua vita, ma diventa soprattutto il simbolo di un carattere. Veronelli è stato editore, giornalista, intellettuale e comunicatore, capace di guardare il mondo con uno spirito indipendente e di cambiare profondamente il linguaggio con cui venivano raccontati il cibo, il vino e i territori italiani.

Per lui, dietro una bottiglia non si nascondeva semplicemente un prodotto. Vivevano invece le persone che lo avevano creato, il paesaggio da cui proveniva, il lavoro, la storia e la cultura di un luogo. Un modo di osservare il vino che ancora oggi appare sorprendentemente attuale, soprattutto in un tempo in cui si parla sempre più spesso di identità, territorio e autenticità.

La mattinata prenderà il via alle 10 con la tavola rotonda “Luigi Veronelli editore e intellettuale di rottura”. Il confronto ripercorrerà la sua esperienza culturale ed editoriale, andando oltre il mondo della gastronomia per ricordare anche le pubblicazioni letterarie, filosofiche e politiche che hanno caratterizzato il suo percorso.

Al centro del dialogo tornerà inevitabilmente il rogo di Varese e il tema della censura, ma soprattutto quella libertà di pensiero e di espressione che ha accompagnato tutta la vicenda umana e professionale di Veronelli.

A condurre l'incontro sarà Aldo Tagliaferro, presidente del Seminario Permanente Luigi Veronelli, insieme ad Alessio Fornasetti, imprenditore vitivinicolo e ideatore dell'iniziativa, e al giornalista e critico gastronomico Pierre Ley. Interverranno inoltre Gigi Brozzoni e Marco Magnoli, curatori della Guida Oro I Vini di Veronelli.

Dalle parole si passerà poi al bicchiere. Alle 11.30, la Master Class “Nebbiolo” proporrà un viaggio tra Piemonte e Lombardia attraverso alcune delle diverse espressioni di uno dei vitigni più affascinanti del panorama italiano.

Langa, Alto Novarese, Valtellina e Colline Moreniche del Varesotto saranno le tappe di un confronto che non vuole fermarsi alla degustazione, ma raccontare quanto un vino possa cambiare insieme al paesaggio che lo circonda. Cambiano le colline, cambiano le montagne, cambiano i luoghi e le persone: anche il Nebbiolo, nel suo viaggio attraverso questi territori, assume accenti e identità differenti.

Un passaggio che sembra perfettamente coerente con il pensiero di Veronelli. Raccontare il vino significava infatti raccontare il mondo che gli sta attorno, senza separare il sapore dalla cultura e il bicchiere dalla vita.

A un secolo dalla nascita di Luigi Veronelli, “Veronelli al Rogo” riporta alla luce una pagina della sua storia e quelle copie bruciate nel 1961 appartengono ormai alla memoria. Le domande sulla libertà, sulla cultura e sulla capacità di guardare le cose da un punto di vista diverso restano invece attuali più che mai.

informazioni e iscrizioni sul sito del Seminario Permanente Luigi Veronelli: seminarioveronelli.com

 

Veronelli at the Stake: a century after his birth, the fire that tells the story of a free man

Fire can destroy pages, but it can hardly extinguish ideas. In the spring of 1961, in the courtyard of the Varese Police Headquarters, Luigi Veronelli personally witnessed the burning of copies of Storielle, racconti e raccontini del marchese De Sade, published by his publishing house at the end of the 1950s. It was one of the last acts of censorship he witnessed firsthand.

A century after the birth of one of the most unconventional figures in 20th-century Italian culture, that episode is once again brought into focus. On Sunday, September 20, 2026, the Chiostro di Voltorre, in Gavirate, will host “Veronelli al Rogo”, a morning event organised by the Seminario Permanente Luigi Veronelli together with the Municipality of Gavirate, looking back at the thought and legacy of a man who moved through publishing, gastronomy, wine and cultural debate without ever accepting overly narrow boundaries.

The title of the initiative recalls a specific episode in his life, but above all it becomes a symbol of his character. Veronelli was a publisher, journalist, intellectual and communicator, able to look at the world with an independent spirit and profoundly change the language used to talk about food, wine and Italy's territories.

For him, a bottle did not simply contain a product. It carried the people who had created it, the landscape it came from, the work behind it, the history and the culture of a place. It was a way of looking at wine that still feels remarkably relevant today, especially at a time when identity, place and authenticity are discussed more and more often.

The morning will begin at 10 a.m. with the round table “Luigi Veronelli, Publisher and Intellectual of Dissent”. The discussion will trace his cultural and editorial experience, going beyond the world of gastronomy to remember the literary, philosophical and political publications that marked his career.

At the heart of the conversation will inevitably be the Varese book burning and the issue of censorship, but above all the freedom of thought and expression that accompanied Veronelli throughout his personal and professional life.

The discussion will be led by Aldo Tagliaferro, president of the Seminario Permanente Luigi Veronelli, together with Alessio Fornasetti, wine producer and creator of the initiative, and journalist and food critic Pierre Ley. Gigi Brozzoni and Marco Magnoli, editors of the Guida Oro I Vini di Veronelli, will also take part.

Words will then give way to the glass. At 11:30 a.m., the “Nebbiolo” Master Class will offer a journey between Piedmont and Lombardy through some of the different expressions of one of Italy's most fascinating grape varieties.

Langhe, Alto Novarese, Valtellina and the Morainic Hills of the Varese area will be the stages of a comparison that goes beyond tasting, exploring how a wine can change along with the landscape that surrounds it. The hills change, the mountains change, the places and the people change: Nebbiolo too, on its journey through these territories, takes on different accents and identities.

A passage that seems perfectly consistent with Veronelli's thinking. For him, talking about wine meant talking about the world around it, without separating flavour from culture or the glass from life.

A century after Luigi Veronelli's birth, “Veronelli al Rogo” brings a page of his history back into the spotlight, while those copies burned in 1961 now belong to memory. The questions surrounding freedom, culture and the ability to look at things from a different perspective, however, remain more relevant than ever.