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michelangelo tagliente 

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Autunno in Valle Isarco

2026-08-04 15:10

michelangelo tagliente

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Autunno in Valle Isarco

quattro borghi dove i sapori raccontano l'Alto Adige più autentico

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L'autunno in Valle Isarco si lascia intuire dal profumo del mosto che esce dalle cantine, dal crepitio delle caldarroste sui bracieri e dalle cucine dei masi, dove ricette tramandate da generazioni tornano protagoniste della tavola. È una stagione che trova il suo ritmo tra quattro borghi dell'Alto Adige: Chiusa, Barbiano, Velturno e Villandro, uniti da un patrimonio gastronomico che racconta la montagna attraverso sapori semplici e autentici.

Qui il paesaggio cambia colore con naturalezza. I vigneti assumono sfumature dorate, i castagneti si tingono di rame e i sentieri diventano il modo migliore per attraversare un territorio dove ogni tappa offre una storia diversa. Il filo conduttore, però, resta sempre il cibo, capace di trasformare una passeggiata in un'esperienza che coinvolge tutti i sensi.

Chiusa rappresenta il punto di partenza ideale. I vicoli medievali conservano il fascino di una piccola città che sembra sospesa nel tempo, mentre dall'alto il Monastero di Sabiona domina la valle come una presenza discreta. Conosciuta anche come "Città degli artisti", conquistò persino Albrecht Dürer, affascinato dalla luce e dall'atmosfera di questo angolo dell'Alto Adige.

Pochi chilometri più in là, Barbiano sorprende con la sua torre pendente, più inclinata di quella di Pisa, ma anche con un paesaggio modellato da frutteti e cascate. Le sue prugne sono tra i simboli gastronomici della zona e ogni fine estate diventano protagoniste di una festa che celebra uno dei frutti più rappresentativi della valle.

Velturno custodisce invece una delle immagini più iconiche dell'autunno altoatesino. Circondato da migliaia di castagni, conserva un forte legame con il Sentiero del Castagno, il celebre Keschtnweg che attraversa boschi, vigneti e masi. Qui la raccolta delle castagne continua a essere un momento di comunità e il Törggelen trova una delle sue espressioni più autentiche.

Villandro completa l'itinerario salendo di quota. I suoi pascoli e l'altopiano affacciato sulle Dolomiti occidentali regalano panorami che sembrano amplificare il silenzio della montagna. L'aria profuma di pino mugo e invita a fermarsi, magari davanti a un bicchiere di grappa locale, dopo una giornata trascorsa tra sentieri e rifugi.

Prima ancora delle castagne, è la mela ad annunciare la nuova stagione. Lungo il Sentiero del Castagno, che collega Velturno a Chiusa, i meleti accompagnano il cammino prima che il bosco prenda il sopravvento. In cucina diventano spesso semplici frittelle di mele, servite con zucchero e cannella, un dolce contadino che ancora oggi accompagna molte tavole durante il periodo del Törggelen.

L'autunno della Valle Isarco è però inseparabile anche dal vino. La vendemmia lascia spazio al Siaße, il vino nuovo ancora torbido e leggermente dolce, servito nelle tradizionali Stube insieme a speck, canederli, crauti e salumi locali. In una delle aree vitivinicole più settentrionali d'Italia nascono bianchi eleganti come il Sylvaner, capaci di raccontare la freschezza e il carattere di queste montagne.

Le castagne rappresentano l'altro grande simbolo della stagione. Arrostite lentamente sul fuoco, accompagnano il vino novello in un'abitudine che da secoli scandisce la vita delle famiglie contadine e che oggi continua a vivere nei masi, nelle locande e lungo il Keschtnweg.

L'autunno porta con sé anche un fitto programma di appuntamenti dedicati ai prodotti del territorio. Dal 29 agosto al 13 settembre Barbiano celebra le proprie prugne con menù tematici, degustazioni ed escursioni.

Dal 18 al 20 settembre Chiusa ospita la tradizionale Festa del Törggelen, dove il centro storico si anima tra specialità locali, vino nuovo e caldarroste.

Dal 21 al 27 settembre Verdignes propone il Birmehlherbst, dedicato alla storica farina di pere essiccate, un ingrediente che un tempo sostituiva lo zucchero nelle cucine contadine.

Il calendario si conclude con le Settimane delle Castagne di Velturno, dal 17 ottobre all'8 novembre, tra passeggiate guidate, mercati, laboratori e degustazioni che trasformano il paese in uno dei luoghi simbolo dell'autunno altoatesino.

 

La ricetta dei Krapfen verdi di Velturno

Ogni territorio custodisce un piatto che vale da solo il viaggio. A Velturno questo ruolo spetta ai Krapfen verdi, frittelle salate dal guscio sottile e croccante che racchiudono un morbido ripieno di spinaci. Una ricetta nata nelle case contadine e ancora oggi preparata durante il Törggelen seguendo gesti tramandati di generazione in generazione.

Ingredienti per l'impasto

  • 600 g di farina di segale
  • 300 g di farina di frumento
  • 1 kg di patate
  • un pizzico di sale
  • 1 tazza di olio extravergine d'oliva

Ingredienti per il ripieno

  • 1 kg di spinaci
  • 1 cipolla
  • strutto (oppure burro o olio)
  • 500 ml di latte
  • 80-100 g di farina di frumento
  • sale
  • noce moscata

Preparazione

Per il ripieno si sbollentano gli spinaci, si tritano finemente e si uniscono alla cipolla precedentemente soffritta nello strutto. Si aggiungono il latte e la farina poco alla volta, mescolando continuamente fino a ottenere una crema compatta. Dopo due o tre minuti di cottura si regola di sale e si completa con una generosa grattugiata di noce moscata. Il composto deve raffreddarsi completamente prima di essere utilizzato.

Per l'impasto si lessano le patate, si schiacciano e si lasciano raffreddare. Si incorporano quindi le farine, il sale e l'olio, lavorando fino a ottenere un impasto omogeneo. Si formano dei rotoli, che vengono tagliati in piccoli pezzi e stesi con il matterello. Al centro di ogni disco si dispone una cucchiaiata di ripieno, si richiude accuratamente la sfoglia e si frigge in olio ben caldo fino a ottenere una doratura uniforme.

Serviti appena fatti, i Krapfen verdi raccontano meglio di qualsiasi guida il sapore dell'autunno in Valle Isarco: una cucina nata dalla semplicità, capace ancora oggi di trasformare ingredienti quotidiani in un piccolo rito di convivialità.

 

Autumn in Valle Isarco: Four Villages Where Flavours Tell the Story of South Tyrol

Autumn in Valle Isarco announces itself through the aroma of fresh must drifting from the wineries, the crackling of chestnuts roasting over open fires, and the kitchens of mountain farmhouses, where recipes handed down through generations once again take centre stage. It is a season that finds its rhythm among four villages in South Tyrol—Chiusa, Barbiano, Velturno and Villandro—linked by a rich culinary heritage that tells the story of the mountains through simple, authentic flavours.

Here, the landscape changes colour with effortless elegance. Vineyards turn golden, chestnut woods glow in shades of copper, and hiking trails become the best way to explore a region where every stop has its own story to tell. Throughout the journey, food remains the common thread, transforming every walk into an experience that engages all the senses.

Chiusa is the ideal place to begin. Its medieval streets preserve the charm of a small town seemingly untouched by time, while the Monastery of Sabiona overlooks the valley from above like a silent guardian. Known as the "Town of Artists", it also captivated Albrecht Dürer, who was enchanted by the light and atmosphere of this corner of South Tyrol.

A few kilometres away, Barbiano stands out for its leaning bell tower—more inclined than the famous Tower of Pisa—as well as for a landscape shaped by orchards and waterfalls. Its plums are among the area's best-known local products, celebrated every late summer with a festival dedicated to this traditional fruit.

Velturno offers one of the most iconic images of autumn in South Tyrol. Surrounded by thousands of chestnut trees, it has a deep connection with the Keschtnweg, the famous Chestnut Trail winding through forests, vineyards and traditional farmhouses. Here, chestnut harvesting remains a community tradition, while the Törggelen season reveals one of its most authentic expressions.

Villandro completes the itinerary at higher altitude. Its alpine pastures and plateau overlooking the western Dolomites offer breathtaking views that seem to enhance the silence of the mountains. The scent of mountain pine fills the air, inviting visitors to pause, perhaps with a glass of local grappa after a day spent exploring trails and mountain huts.

Even before chestnuts, apples announce the arrival of the new season. Along the Chestnut Trail connecting Velturno and Chiusa, apple orchards accompany walkers before the path enters the woodland. In local kitchens, the harvest often becomes simple apple fritters dusted with sugar and cinnamon, a traditional dessert still enjoyed during the Törggelen season.

Autumn in Valle Isarco is inseparable from wine. As the harvest comes to an end, Siaße, the region's young, slightly cloudy and naturally sweet wine, is served in traditional Stube together with speck, dumplings, sauerkraut and local cured meats. In one of Italy's northernmost wine-growing areas, elegant white wines such as Sylvaner perfectly express the freshness and character of these mountains.

Chestnuts are the season's other great symbol. Slowly roasted over the fire, they accompany the new wine in a tradition that has shaped rural life for centuries and continues today in farmhouses, inns and along the Keschtnweg.

Autumn also brings a calendar full of events celebrating local products. From 29 August to 13 September, Barbiano hosts its Plum Weeks, featuring themed menus, tastings and guided walks.

From 18 to 20 September, Chiusa celebrates the traditional Törggelen Festival, when the historic centre comes alive with local specialities, new wine and roasted chestnuts.

From 21 to 27 September, Verdignes hosts the Birmehlherbst, dedicated to the traditional pear flour once used as a natural sweetener when sugar was too expensive for rural families.

The season concludes with the Chestnut Weeks of Velturno, running from 17 October to 8 November, featuring guided hikes, markets, workshops and tastings that transform the village into one of South Tyrol's signature autumn destinations.

 

Credits ph: Manuel Ferrigato_ Roter Rucksack_ Herbst Törggelen_Thomas Rötting_ Wolfgang Gafriller 

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